FRANCO CASADEI
I due fratelli
Quella sera, dopo
la fiumana,
la riva sfaldata al gioco
delle vostre corse ingenue,
non siete tornati
e io, di tre anni,
tre giorni
sulle ginocchia di mia madre
abbracciato al suo dolore.
Adagiati su legni
di porta
dalla bocca un rivolo
sottile di bava, di melma
gente dai casali,
dai vigneti
e donne e vecchie
un mormorio sommesso per l'aia
chi si segnava, chi portava acqua
chi lenzuoli e fiori
due uomini in nero dagli sguardi lunghi
e io, tre giorni
su quel grembo
duro di singhiozzi
in attesa di un risveglio
come quando Rosalba e Bruno
si fingevano, per gioco, morti
stagioni di silenzio,
di respiri
grandi come il vuoto
troppo lungo il gioco…
non aspetto piu' i loro scherzi
i salti con la corda
mia sorella che mi spettinava
quel 21 settembre
piangevo per venire al fiume,
avreste custodito i miei tre anni,
vi avrei salvato, forse,
forse avete salvato me.
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